L’avvocato di domani – Un’introduzione al tuo futuro L’avvocato di domani – Un’introduzione al tuo futuro
  • Home
  • Studio
    • settori di attività
    • Professionisti
      • Prof. Avv. Sara Valaguzza
        • Profilo
        • Il mio punto di vista
        • Pubblicazioni
      • Silvia Di Puppo
      • Avv. Eugenio Pizzaghi
      • Avv. Martina Mincuzzi
      • Avv. Marco Zambetti
      • Avv. Fortunato Picerno (Of Counsel)
      • Dott. Gabriele Cuomo
      • Dott. Emanuele Brasca
      • Dott. Gabriele Di Fazio
    • Valori
    • Aree di attività stragiudiziale
      • Ambiente ed Energia
      • Appalti pubblici e concessioni
      • Consulenza strategica
      • Consulenze tecniche nei processi penali
      • Contrattualistica e accordi collaborativi
      • Grandi Eventi
      • Legal BIM
      • Operazioni immobiliari e urbanistica
      • Operazioni societarie e consulenza legale d’impresa
      • Project-Financing
      • Società pubbliche
    • Aree di attività
      giudiziale
      • Giudizi corte dei Conti
      • Giudizi amministrativi
      • Giudizi Civili
      • Reati in materia PA
    • Sostenibilità
    • Dicono di noi
  • settori di attività
    • COSTRUZIONI
    • ENERGIA E AMBIENTE
    • PA E SOCIETA’ PUBBLICHE
    • RIGENERAZIONE URBANA
    • LITI STRATEGICHE
  • PNRR
  • Approfondimenti
    • Tutti gli approfondimenti
    • I NOSTRI PODCAST
  • Press
    • 2023/2024
      • PREMI E AWARDS
      • Quotidiani nazionali, riviste, video
      • INGENIO
      • Convegni
    • Anni Precedenti
      • PREMI E AWARD
      • Quotidiani nazionali, riviste, video
      • INGENIO
      • Convegni
      • Eventi
  • Contatti
    • Contatta lo Studio
    • Recruiting
  • English
  • Home
  • Studio
    • settori di attività
    • Professionisti
      • Prof. Avv. Sara Valaguzza
        • Profilo
        • Il mio punto di vista
        • Pubblicazioni
      • Silvia Di Puppo
      • Avv. Eugenio Pizzaghi
      • Avv. Martina Mincuzzi
      • Avv. Marco Zambetti
      • Avv. Fortunato Picerno (Of Counsel)
      • Dott. Gabriele Cuomo
      • Dott. Emanuele Brasca
      • Dott. Gabriele Di Fazio
    • Valori
    • Aree di attività stragiudiziale
      • Ambiente ed Energia
      • Appalti pubblici e concessioni
      • Consulenza strategica
      • Consulenze tecniche nei processi penali
      • Contrattualistica e accordi collaborativi
      • Grandi Eventi
      • Legal BIM
      • Operazioni immobiliari e urbanistica
      • Operazioni societarie e consulenza legale d’impresa
      • Project-Financing
      • Società pubbliche
    • Aree di attività
      giudiziale
      • Giudizi corte dei Conti
      • Giudizi amministrativi
      • Giudizi Civili
      • Reati in materia PA
    • Sostenibilità
    • Dicono di noi
  • settori di attività
    • COSTRUZIONI
    • ENERGIA E AMBIENTE
    • PA E SOCIETA’ PUBBLICHE
    • RIGENERAZIONE URBANA
    • LITI STRATEGICHE
  • PNRR
  • Approfondimenti
    • Tutti gli approfondimenti
    • I NOSTRI PODCAST
  • Press
    • 2023/2024
      • PREMI E AWARDS
      • Quotidiani nazionali, riviste, video
      • INGENIO
      • Convegni
    • Anni Precedenti
      • PREMI E AWARD
      • Quotidiani nazionali, riviste, video
      • INGENIO
      • Convegni
      • Eventi
  • Contatti
    • Contatta lo Studio
    • Recruiting
  • English

Approfondimenti

Home / Archive by Category "Approfondimenti" ( - Page 9)

Category: Approfondimenti

L’avvocato di domani – Un’introduzione al tuo futuro

A meno che oggi non sia il tuo ultimo giorno di lavoro e da domani non ti possa finalmente godere il meritato riposo, sei un avvocato di domani e dovresti essere interessato a conoscere cosa ti riserva il futuro dei servizi legali, cosa ti riserva il tuo futuro professionale

Richard Susskind, giurista, professore all’Università di Oxford e consulente tecnologico dei massimi organi della giustizia britannica, descrive la rivoluzione che si appresta a investire il mercato dei servizi legali e dell’amministrazione della giustizia.
Secondo l’autore i cambiamenti strutturali che interesseranno il mondo della giustizia non si affacciano solo ora all’orizzonte, ma sono già incombenti. Molti altri, invece, si stanno già verificando ma la maggioranza dei professionisti fa ancora fatica ad accorgersene e ad accettarli.
Anche se oggetto della ricerca di Susskind è stato il mondo anglosassone e dei grandi studi internazionali, il suo lavoro non è però di corto respiro ma ha una prospettiva globale. Offre infatti importanti spunti di riflessione utili per gli operatori del diritto di oggi e di domani, mettendo a disposizione di tutti i professionisti un ‘manuale di istruzioni’.
Il mercato legale sta attraversando una fase di profondo cambiamento mai prima verificatosi e in breve il lavoro degli avvocati sarà radicalmente diverso da quello odierno. Si faranno strada nuove forme di prestazione dei servizi legali e nuove figure professionali si affermeranno. Anche il lavoro dei tribunali e dei giudici sperimenterà cambiamenti radicali.
Il panorama futuro della professione legale, così come immaginato e previsto dall’autore, verrà delineato da tre direttrici di cambiamento: la liberalizzazione del settore legale, la sfida del Morefor-Less, consistente nella sfida di fornire più servizi legali a costi inferiori, e l’innovazione tecnologica.
Il procedimento di liberalizzazione decreterà la nascita di nuove forme di prestazione dei servizi legali e aprirà la strada, in un contesto non rigidamente regolamentato, all’affermarsi di nuove professionalità. La necessità di rispondere all’esigenza dei clienti di ottenere un maggior numero di servizi a costi più sostenibili rispetto al passato cambierà irreversibilmente il modo di lavorare.
La forza di cambiamento più dirompente sarà però rappresentata dalla rivoluzione tecnologica.
Le trasformazioni che l’autore prevede per gli avvocati e l’amministrazione della giustizia saranno pervasive e irreversibili. Fra nuove modalità di accesso alla giustizia, servizi legali proposti e resi online e processi celebrati attraverso internet in tribunali virtuali, nei prossimi vent’anni la professione legale subirà cambiamenti tali da renderla irriconoscibile agli occhi degli osservatori di oggi.
In particolare, effetti dirompenti avrà lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. I sistemi di Intelligenza Artificiale saranno in grado non solo di analizzare enormi moli di dati – questo è il mondo del machine learning e dei Big Data – ma anche di rispondere a domande e risolvere problemi giuridici complessi in maniera “intelligente”. La capacità di riconoscere i sentimenti e le emozioni delle persone condurrà all’utilizzo di tale tecnologia anche in sede di accertamento della responsabilità.
Una volta compiuto il processo di transizione verso una società fondata esclusivamente sulla tecnologia informatica, il passo successivo, prevede Susskind, sarà rappresentato dall’incorporazione dell’intero sistema legale in microprocessori e in reti a loro volta inseriti nei processi lavorativi dei professionisti.
Al di là della correttezza delle intuizioni e delle prospettive temporali previste da Susskind, è indiscutibile che l’assenza di cambiamenti nel mondo legale sia il futuro meno probabile e che occorra quindi farsi trovare pronti al cambiamento divenendone leader.

Read More
C’è un conflitto tra legalità e imprenditorialità?

C’è un conflitto tra legalità e imprenditorialità? Riflessioni a margine dell’incontro Ance, Roma, 25 settembre 2019, Presunzione di (non) colpevolezza.

C’è un conflitto tra legalità e imprenditorialità?
Questo quesito apparirebbe insensato se non avessimo in mente la tensione che esiste oggi nel rapporto tra istituzioni ed operatori economici. L’interrogativo nasce dalla ratio che appare ispirare la normativa, sia nel campo dei contratti pubblici sia in materia penale, orientata a punire, con diversi strumenti, comportamenti sospetti e presunte irregolarità, senza che il sospetto o l’irregolarità siano provati e accertati in maniera certa.
Si smarrisce così il senso di giustizia e aumenta, invece, quello di frustrazione, per non riuscire a far valere le proprie ragioni e per essere accusati e vilipesi senza aver commesso fatti criminali.
Nell’epoca della presunzione – presunzione di corruttibilità, di mafiosità, di malafede – il rapporto tra istituzione e cittadino si sgretola. La giustizia, si pensa, non è un bene che lo Stato sia in grado di offrire più. Conclusione, questa, che pericolosamente mina alle sue fondamenta lo Stato di diritto che dovrebbe avere come suo compito principale quello di proteggere i consociati, che rinunciano a farsi giustizia da sé confidando nella razionalità del diritto, come forma e contenuto del vivere sociale.
Invece, le implicazioni di una cultura legislativa che, anche in materia extra penale, suppone di regolare la convivenza sociale a partire dall’assunto che i soggetti dell’ordinamento debbano essere sorvegliati speciali perché, diversamente, porrebbero in essere condotte criminose, sono gravi per il significato più profondo del diritto e della legge.
Occorre che il legislatore rammenti che i consociati non sono i “nemici sociali”, non sono soggetti da spazzare via, ma sono le persone che compongono l’ordinamento, che danno senso al diritto.
Certo che non c’è conflitto tra legalità e imprenditorialità.
C’è invece conflitto tra un diritto che sia razionale strumento di unione sociale, accettato per il suo equilibrio e per la capacità di essere “giusto” e una legislazione che ostacola la crescita e contrasta con la logica frenando lo sviluppo e invitando alla ribellione.
E c’è anche un conflitto tra anguille e salmoni, come ha detto più volte l’ex Presidente del TAR, Angelo De Zotti: il legislatore italiano dei contratti pubblici ci costringe a fare come i salmoni, a nuotare faticosamente controcorrente, quello tedesco, invece, fa delle sue imprese e amministrazioni agili anguille.

Read More
END OF WASTE: prime esperienze italiane di economia circolare

End of Waste: dalla pronuncia della Corte di Giustizia UE (28 marzo 2019, causa C-60/18) e dalle prime esperienze italiane i tentativi di dare attuazione ai principi di economia circolare.

Nell’attesa che venga affrontata compitamente dalla normativa nazionale la questione delle procedure autorizzative per il passaggio da rifiuto a nuovo prodotto, con conseguente re-immissione nel mercato del bene che viene recuperato – c.d. end of waste – la Corte di Giustizia UE ha fornito interessanti indicazioni e alcuni enti pubblici territoriali, tra cui la Città Metropolitana di Milano, si sono resi precursori di buone prassi.
Nella sentenza del 28 marzo 2019 (causa C-60/18 – As Tallina Vesi AS), la Corte ha ribadito che la normativa sui rifiuti è volta a salvaguardare gli interessi pubblici della salute umana e dell’ambiente. In assenza di criteri standard stabiliti a livello legislativo comunitario o nazionale, gli interessi pubblici richiamati sono tutelati qualora sia raggiunta una conoscenza tecnico-scientifica dei prodotti tale da permettere alle Autorità pubbliche nazionali di escludere qualsiasi pericolo per la salute umana e per l’ambiente.
Se ne deduce, a rigor di logica, che – questo profilo non sempre è colto dai commentatori – , quando questa ratio è rispettata, non vi sono ostacoli, derivanti dal diritto comunitario, al rilascio di autorizzazioni da parte delle autorità nazionali, per passare da un rifiuto ad un nuovo prodotto.
In parallelo, sulla scia di analoghe considerazioni, e sull’impulso degli operatori economici, alcune amministrazioni hanno sbloccato le pratiche di autorizzazione di impianti per la produzione di biometano derivante dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, pratiche in precedenza bloccate per via di un’interpretazione restrittiva delle norme vigenti.
In particolare, Città Metropolitana di Milano e Regione Lombardia prima (decreto n. 6785 del 15 maggio 2019), Regione Veneto poi (DGR n. 1233 del 20 agosto 2019), hanno ritenuto che il biometano sia sostanza già compiutamente descritta e analizzata a livello scientifico e che esista un quadro tecnico-normativo esaustivo ben delineato che ne regola la produzione e le sue caratteristiche a livello nazionale. Non vi è alcun pericolo, dunque, per la salute e per l’ambiente legato alla produzione di biometano da rifiuti e, di conseguenza, tale operazione non rientra nel divieto di autorizzazioni caso per caso da parte delle Autorità pubbliche competenti.
Su questo argomento, lo Studio ha affiancato la società pubblica lombarda di gestione del servizio idrico integrato nel procedimento in cui per la prima volta si è sostenuto che il biometano non è da considerarsi un’ipotesi di end of waste. Questa soluzione, peraltro, è indispensabile per garantire il raggiungimento degli obiettivi comunitari, statali e regionali in materia di economia circolare.

Read More
Appalti pubblici: cosa blocca lo sblocca cantieri?

Chi ha contato i decreti attuativi al Codice dei Contratti Pubblici introdotti dal D.L. 18 aprile 2018, n. 32, n. 32 che ancora mancano all’appello, ne individui circa una trentina. Senza contare il “nuovo” attesissimo Regolamento. Alcuni di essi sono essenziali perché riguardano direttamente la configurazione della riforma voluta dalle Direttive del 2014 e sono fondamentali perché il mercato dei contratti pubblici si arricchisca di contenuti positivi e promuova con seria credibilità lo sviluppo per il meglio della politica industriale del Paese.
Decreti che siano attuazione al Codice non ancora adottati, ma cruciali, riguardano, tra gli altri, l’organizzazione delle committenze, la qualificazione delle stazioni appaltanti, la qualificazione delle imprese e il settore delle costruzioni.
Per citare un esempio su tutti, sul tema dell’organizzazione delle committenze, ancora è lunga la strada da compiere verso una digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni che sia accompagnata da una accettazione da parte degli impiegati pubblici e da una coscienza critica adeguata. Il tema è spesso frainteso sotto diversi punti di vista. La digitalizzazione, nel mondo pubblico, non può mai essere considerata come un valore in sé; la digitalizzazione è utile alla crescita del comparto nel momento in cui è compresa da chi deve utilizzarla e calarla nella pratica. Il che richiede, inevitabilmente, programmi di formazione altamente professionalizzazioni e certamente onerosi, strumentazioni adeguate e soprattutto una nuova modalità di lavoro. Quando, guardando al mercato dei contratti, si richiede, cosa di cui dovrà occuparsi il decreto di cui dall’art. 44 del D.Lgs. n. 50/2016, di digitalizzare le procedure di tutti i contratti pubblici, al centro dell’attenzione deve starci non solo la creazione di banche dati e la necessità di interfacciarsi in maniera smart con i cittadini e con le imprese, ma anche un’esigenza più profonda, che è quella di risparmiare denaro pubblico, di migliorare le prestazioni e la coscienza dell’amministrazione, grazie alla conoscenza e all’aggiornamento dei dati. Date la specialità tecnica della questione, le partnership con il settore produttivo, in questo campo, sono una risorsa che potrebbe essere maggiormente valorizzata, coinvolgendo anche nel processo di apprendimento strutture di ricerca che possano mettere la conoscenza scientifica al servizio delle istituzionali.
Il decreto Sblocca Cantieri si era presentato come un’occasione di ripensamento interessante, sia dal punto di vista della riflessione scientifica e culturale sia da quello operativo. Il titolo che si era deciso di dare al D.L. 18 aprile 2018, n. 32, n. 32 ne rappresentava l’intenzione, ossia facilitare il percorso che avviasse la realizzazione di opere e infrastrutture pubbliche in situazioni di stallo per varie ragioni.
La scelta, però, è stata, purtroppo, quella di sovrapporre nuove norme alle norme precedenti. Ciò significa che, dal punto di vista dell’analisi comparata, mentre altri Paesi, come la Germania, hanno promosso una normativa strategica e leggera, l’Italia continua ad essere un Paese in cui domina l’ipertrofia normativa, spesso alimentata da ragioni che si possono sinteticamente dire “politiche”, nel senso che la politica esprime nelle norme i propri tentativi di cambiamento, per rappresentarsi agli elettori (sui limiti di questa prospettiva, si rimanda a S. Valaguzza, Governare per contratto, Editoriale Scientifica, Napoli, 2018).
Il paradosso della semplificazione che aggiunge invece che togliere, si conferma, quindi, nostro malgrado, un elemento caratterizzando della regolamentazione del mercato dei contratti pubblici.
La scelta di impostare l’intervento curativo del Decreto Sblocca cantieri su nuove norme è in controtendenza, tra l’altro, con le indicazioni che provengono dalle organizzazioni internazionali che analizzano i meccanismi di procurement. In particolare, con lo slogan tools not rules, che riassume il suggerimento che proviene da OECD e UNCITRAL. Poca considerazione è stata dunque dedicata agli esiti degli studi delle organizzazioni internazionali e non si intravede una specifica riflessione sulla Comunicazione della Commissione Europea del 3 ottobre 2017 in tema di appalti efficienti e sostenibili.
Qualcuno commenterà sorridendo sotto i baffi “nuovo lavoro per gli avvocati”, per noi invece è un’occasione persa per superare ambiguità e dare fiducia ad imprese ed amministrazioni.

Read More
Progettazione BIM: cosa comporta per i contratti?

La progettazione digitale e la presenza di un ambiente di condivisione dei dati offrono una imperdibile opportunità per migliorare la disciplina dei contratti.
La progettazione digitale richiede di riconfigurare, anche in termini contrattuali, le prestazioni principali e le attività accessorie (modalità di consegna, di verifica, di validazione dei progetti e il collaudo). Pre e post digitalizzazione della progettazione, l’inquadramento dei singoli attori non è più il medesimo: cambiano i ruoli, i processi, gli oggetti, le modalità di controllo, le responsabilità, gli obiettivi.
Gli esiti del lavoro di ciascun attore vengono progressivamente integrati con quelli degli altri e ciascuno ha la possibilità di monitorare l’evoluzione del modello e il relativo corredo informativo, individuando tempestivamente errori o incongruenze, intervenendo in tempo reale per risolvere eventuali criticità.
La possibilità di prevedere e correggere errori rapidamente implicherà l’esigibilità – da ciascuna parte (incluso il committente) – di un grado di diligenza differente e potenziato e una modulazione delle responsabilità. Con ovvi riflessi sul comparto delle polizze assicurative.
Il fatto che le prestazioni di ciascuna parte si inseriscano in un flusso di lavoro integrato e interoperabile rende inevitabile individuare la disciplina applicabile alle ipotesi di obbligazioni cc.dd. complesse ad attuazione congiunta; operazione nella quale sarà fondamentale apprendere l’orientamento che deciderà di assumere la giurisprudenza civile.
La sostanziale collaborazione tra le parti necessita di una disciplina di rete che vada oltre a quella dei singoli contratti. Per questo sono nati gli accordi collaborativi affinchè la filiera delle imprese punti alla performance, migliorando il risultato atteso e utilizzando al meglio il sistema della modellazione frutto del brain storming del gruppo a interesse del Cliente. Senza gli accordi collaborativi il BIM serve meno il suo scopo.
Nel frattempo, procedere senza adeguare i contratti espone le imprese ad un rischio-responsabilità molto alto.
Unico pericolo all’orizzonte: la progettazione in BIM rischia di essere il peggior nemico di se stessa se continua a crescere nell’isolamento culturale. Nel mercato delle costruzioni non ci sono più soldi da sprecare, né miti da osannare. C’è bisogno di visione, concretezza e collaborazione. A tutti i livelli.

IT'S BIM TIME DISPONIBILE ORA

Il nostro libro IT’S BIM TIME nasce con l’intento di guidare gli operatori del settore definendo le conseguenze legali che comporta la #digitalizzazione e quali istituti giuridici dovranno essere riadattati alla nuova realtà digitalizzata.
Assistiamo i committenti e i progettisti sui risvolti giuridici che la modellazione digitale apporta da un punto di vista contrattuale, assicurativo ed in termini di responsabilità.

DOWNLOAD

FORMATO KINDLE

COPERTINA FLESSIBILE

Read More
Algoritmi e Pa: come applicare i principi dell’azione amministrativa?

La pubblica amministrazione può utilizzare gli algoritmi nelle procedure valutative di propria competenza? Il Consiglio di Stato risponde positivamente al quesito. Incoraggia l’ingresso nei procedimenti amministrativi delle nuove tecnologie informatiche, specie in quelli con procedure seriali standardizzabili, ma fissa alcuni paletti.

– Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 2270/2019 –

Nel costante processo di innovazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione l’ultima frontiera è rappresentata dall’impiego di algoritmi, ossia di sequenze ordinate di operazioni di calcolo che, in via informatica, sono in grado di valutare e graduare una moltitudine di domande.
Secondo il Consiglio di Stato un più elevato livello di digitalizzazione dell’amministrazione pubblica è fondamentale per poter rispettare i canoni di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa (art.1, L. 241/1990) i quali, secondo il principio costituzionale di buon andamento dell’azione amministrativa (art. 97 Cost.), impongono all’amministrazione il conseguimento dei propri fini e la miglior cura dell’interesse pubblico, con il minor dispendio di mezzi e risorse attraverso lo snellimento e l’accelerazione dell’iter procedimentale. In definitiva la digitalizzazione ha come fine ultimo il miglioramento della qualità dei servizi resi ai cittadini e agli utenti.
L’ingegnerizzazione delle procedure valutative non può peraltro condurre ad eludere i principi che regolano lo svolgimento dell’azione amministrativa. Difatti la regola tecnica che governa l’algoritmo è pur sempre una regola amministrativa generale pensata e realizzata dall’uomo, anche se applicata dalla macchina. Conseguentemente tale regola deve soggiacere ai principi generali dell’attività amministrativa, quali quelli di pubblicità e trasparenza, di ragionevolezza e di proporzionalità; non può lasciare spazi applicativi discrezionali, ma deve prevedere con ragionevolezza una soluzione definita per tutti i casi possibili, anche i più improbabili.
È sempre quindi l’amministrazione a costruire la regola su cui si basa l’algoritmo soppesando i differenti interessi, primari e secondari, di volta in volta rilevanti, e a doverla con previsione motivare. Il giudice, poi, deve poter valutare la correttezza del processo automatizzato in tutte le sue componenti svolgendo, per la prima volta sul piano ‘umano’, una cognizione con oggetto le valutazioni e gli accertamenti fatti in via automatica dall’algoritmo stesso.
L’algoritmo, in tale prospettiva, è quindi da qualificarsi come un atto amministrativo informatico.
In conclusione: è ammesso l’utilizzo degli algoritmi se e in limiti in cui vi sia un’azione amministrativa trasparente e motivata, dalla quale si possa comprendere la ratio delle operazioni matematiche e l’obiettivo di interesse pubblico a cui l’amministrazione, sia pure digitalizzata, deve puntare.
Insomma, la digitalizzazione richiede ai giuristi di assumere un nuovo, imprescindibile ruolo, per evitare che si produca un’azione amministrativa illegittima.

Read More

Navigazione articoli

« 1 … 8 9
Studio Legale Valaguzza

Piazza Eleonora Duse, 1
20122 Milano

–

Tel. +39 02.8688671
Fax +39 02.86886750

–

Skype: studiovalaguzza
Email: info@studiovalaguzza.it

© 2019 Studio Legale Valaguzza
P.IVA/CF: 05617660963
Tutti i diritti sono riservati
Privacy & cookie Policy | credits
Questo sito web contiene informazioni e documenti generali sullo Studio Legale Valaguzza, pubblicati a mero scopo informativo. È vietato l’uso di ogni documento, dato, informazione, immagine presente su questo sito, che è di proprietà esclusiva dello Studio Legale Valaguzza o eventualmente dell’autore che ne ha concesso il diritto di sfruttamento economico. Lo Studio Legale Valaguzza non presta né intende prestare consulenza o attività di assistenza legale tramite questo sito e perciò declina ogni responsabilità per qualsivoglia costo, spesa, perdita o danno asseritamente derivante dall’utilizzo del sito web e/o dall’affidamento risposto sulle informazioni in esso contenute.AccettoPrivacy policy