Settembre 24, 2019

Progettazione BIM: cosa comporta per i contratti?

by Martina Favini in Approfondimenti

La progettazione digitale e la presenza di un ambiente di condivisione dei dati offrono una imperdibile opportunità per migliorare la disciplina dei contratti.
La progettazione digitale richiede di riconfigurare, anche in termini contrattuali, le prestazioni principali e le attività accessorie (modalità di consegna, di verifica, di validazione dei progetti e il collaudo). Pre e post digitalizzazione della progettazione, l’inquadramento dei singoli attori non è più il medesimo: cambiano i ruoli, i processi, gli oggetti, le modalità di controllo, le responsabilità, gli obiettivi.
Gli esiti del lavoro di ciascun attore vengono progressivamente integrati con quelli degli altri e ciascuno ha la possibilità di monitorare l’evoluzione del modello e il relativo corredo informativo, individuando tempestivamente errori o incongruenze, intervenendo in tempo reale per risolvere eventuali criticità.
La possibilità di prevedere e correggere errori rapidamente implicherà l’esigibilità – da ciascuna parte (incluso il committente) – di un grado di diligenza differente e potenziato e una modulazione delle responsabilità. Con ovvi riflessi sul comparto delle polizze assicurative.
Il fatto che le prestazioni di ciascuna parte si inseriscano in un flusso di lavoro integrato e interoperabile rende inevitabile individuare la disciplina applicabile alle ipotesi di obbligazioni cc.dd. complesse ad attuazione congiunta; operazione nella quale sarà fondamentale apprendere l’orientamento che deciderà di assumere la giurisprudenza civile.
La sostanziale collaborazione tra le parti necessita di una disciplina di rete che vada oltre a quella dei singoli contratti. Per questo sono nati gli accordi collaborativi affinchè la filiera delle imprese punti alla performance, migliorando il risultato atteso e utilizzando al meglio il sistema della modellazione frutto del brain storming del gruppo a interesse del Cliente. Senza gli accordi collaborativi il BIM serve meno il suo scopo.
Nel frattempo, procedere senza adeguare i contratti espone le imprese ad un rischio-responsabilità molto alto.
Unico pericolo all’orizzonte: la progettazione in BIM rischia di essere il peggior nemico di se stessa se continua a crescere nell’isolamento culturale. Nel mercato delle costruzioni non ci sono più soldi da sprecare, né miti da osannare. C’è bisogno di visione, concretezza e collaborazione. A tutti i livelli.

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